Le 8 regole per realizzare un buon sistema d’Allarme

Come proteggersi efficacemente contro i furti e scegliere il prodotto giusto.

 

 

Molti affidano la sicurezza della loro casa , dei propri beni e soprattutto dei propri cari a dei semplici Kit fai da te , probabilmente attirati dal “prezzo” accattivante .

E’ doveroso fare una premessa :
La Legge prescrive che l’installazione di un impianto antifurto debba essere eseguita da un’impresa con un responsabile tecnico abilitato ( lettera B) . Il decreto ministeriale D.M. 37/8 applica questa regola a prescindere da dove gli impianti vengano installati ( appartamenti , ville , uffici , terziari , unità produttive o banche )

› Le 8 regole fondamentali per un buon sistema d’allarme

  1. sopralluogo dell’area
  2. definizione della tipologia di edificio da proteggere ( appartamento , villa , ufficio etc.. )
  3. analisi dei beni da proteggere
  4. individuazione del livello di rischio
  5. studio dei fattori di influenza ( tipologia di infisso , variazioni ambientali interne , presenza di animali etc.. )
  6. scelta dei componenti per grado di sicurezza e classificazione ambientale
  7. offerta di progettazione discussa con il committente
  8. La vendita dei sistemi di allarme non dovrebbe mai essere effettuata senza un servizio di messa in funzione che prevede la verifica funzionale di ogni componente dell’impianto per un periodo di Test

Il nostro costante obbiettivo è quello di progettare un’accurata installazione a regola d’arte per ottenere il massimo delle prestazioni del sistema .
L’esperienza decennale in questo settore ci permette di garantire una corretta valutazione dell’analisi del rischio senza spendere cifre onerose .

Scopri quali sono i 4 gradi di sicurezza definiti dalle norme Europee EN 50131-1 che ne definiscono le prestazioni: il grado 1 è il più basso e il grado 4 è il più alto.

Il “Grado di Sicurezza” esprime la capacità di un prodotto, di un sistema o di una installazione, ciascuno per la propria parte, di “rilevare e segnalare” un’intrusione nelle aree protette (e/o un attacco alla propria integrità); viene definito e misurato in funzione delle presunte capacità “intellettuali” e “strumentali” e delle intenzioni del/i malintenzionato che si ritiene possa tentare l’azione criminale. I requisiti di sicurezza necessari a contrastare tali azioni sono quindi in relazione diretta con la “qualità della minaccia” e si classificano secondo una stima o valutazione quanto più possibile oggettiva del “rischio“. L’approccio utilizzato nelle EN 50131 per definire il “Grado di sicurezza” classifica dunque i sistemi in quattro categorie, in relazione diretta alla tipologia di effrazione o di attacco a cui ci si aspetta che il sistema debba resistere ed al rischio che è ritenuto accettabile nel caso specifico.